C’è un numero elevato di enti locali che non versano i contributi pensionistici ai dipendenti. Il tema, sollevato da Confimprenditori la settimana scorsa è rimasto sottotraccia per 24 ore poi è stato rilanciato dal quotidiano Il Mattino in un pezzo di Nando Santonastaso dello scorso 16 febbraio e da Libero questo fine settimana. E’ un tema su cui Confimprenditori continuerà a battere viste le proporzioni del caso e la sua valenza politica. Diamo un’occhiata ai numeri: su 250milioni di contributi previdenziali calcolati a carico degli enti locali nel 2017 ne sono stati versati – dati forniti dall’Inps – solo 80milioni. Il dato emerge da un controllo fatto proprio dall’istituto previdenziale presieduto da Tito Boeri – l’unico, a quanto pare – fatto dall’Inps lo scorso anno. Se ne deduce che all’appello mancano 170milioni di euro il che significa che l’evasione contributiva degli enti locali consiste in più di un terzo del gettito previsto. Un dato impressionante aggravato dalla mancanza di un censimento scientifico sul numero e l’identità degli enti pubblici morosi. Non solo comuni e provincie ma aziende partecipate, ospedali, università.

E’ assurdo, ma in Italia ai cittadini non è dato sapere chi sono gli enti pubblici – dunque sovvenzionati con le imposte – che si possono permettere di non versare i contributi e che dunque continuano ad accumulare un debito destinato a ricadere sulla fiscalità generale e ad aumentare esponenzialmente nei prossimi anni. “Secondo una stima credibile rischiamo di trovarci, nel 2035, con un debito del fondo previdenziale degli enti locali di ben 300 miliardi di euro” dice Gianpaolo Patta che non è un “liberista selvaggio” – come di solito si dice in Italia di chi è semplicemente un liberale – ma un sindacalista Cgil che è stato membro del Civ dell’Inps. Tuttavia lo Stato sembra avere una soluzione al problema: da un lato recuperando gli ammanchi dalla fiscalità generale dall’altro colpendo pesantemente quelle aziende che magari colpite dalla crisi posticipano il versamento dei contributi anche di poche settimane. Ecco sulle aziende, sui privati come sui cittadini lo stato è capace di usare il pugno di ferro piombando su ogni irregolarità contributiva (o fiscale) con sanzioni immediate – come il blocco del Durc – o posticipando l’età pensionabile dei lavoratori: chiamati a fare sacrifici per coprire anche i buchi previdenziali creati dallo Stato con se stesso. Per questo ora è necessario un elenco aggiornato degli enti locali responsabili di evasione contributive. Vogliamo sapere chi e per quale entità le amministrazioni pubbliche non versano i contributi. Non per farci gli affari dell’Inps ma come si dice, per regolarci sui nostri e, non per ultimo, per suggerire una strada dove poter recuperare le perdite di denaro pubblico. E magari risparmiare all’ex ministra Fornero nuove lacrime per i sacrifici da imporre ai cittadini e farle così tornare il sorriso.