Dal punto di vista della razionalità e del senso di responsabilità questa corsa al voto anticipato è assolutamente incomprensibile, per l’economia, per i mercati, per le imprese. E’ questa la posizione di Confimprenditori circa la tendenza sempre più pronunciata del quadro politico verso una fine anticipata della legislatura e del governo Gentiloni. Le imprese attendevano dalla politica un orientamento preciso e concreto sui termini della prossima legge finanziaria adesso invece il rischio concreto, con l’accelerazione verso le urne, è che non si riuscirà ad approvare la legge di bilancio entro il 31 dicembre. Perché è molto improbabile che un governo in scadenza con le forze politiche già protese alla campagna elettorale possa approvare una manovra finanziaria prima dello scioglimento delle camere.

Il rischio è che malgrado tutte le rassicurazioni di maniera che sono state fin qui fatte scatterebbe l’esercizio provvisorio con la conseguenza dell’attivazione delle clausole di salvaguardia e del relativo aumento dell’Iva al 25%. Un colpo fatale per i consumi interni e dunque per le imprese italiane, soprattutto le medie e piccole. Il premier Gentiloni ha detto ieri che il governo gode ancora dei suoi pieni poteri. Fosse vera sarebbe una buona notizia visto che lo stesso presidente del Consiglio aveva annunciato un taglio del cuneo fiscale per tre anni.