Orazio Barbagallo, presidente di Confimprenditori Catania, ha le idee chiare sulle strategie per uscire dalla crisi per la Sicilia, la sua terra. “Serve educazione, educazione al lavoro e all’imprenditorialità”, racconta durante un’intervista a Confimprenditori.it. Ecco perché il lavoro del presidente di Confimprenditori Catania si concentra in particolar modo sulla contrattazione, che poco meno di un mese fa lo ha portato a firmare l’accordo sul marketing operativo, insieme a Confimprenditori e Cisal Terziario.

“La legge Fornero aveva posto dei limiti, come quello dell’età per il settore del marketing operativo, come il settore delle promozioni pubblicitarie nei supermercati che sono lavori occasionali. Il contratto che Confimprenditori ha appena firmato con Cisal Terziario regola l’aspetto operativo, azzerando il limite d’età ma ampliando le tutele per le imprese e per i dipendenti”.

Un passo importante quello del contratto visto che quello del commercio “è un contratto molto oneroso per le aziende, e così come realizzato ora permette, ad esempio, di convertire la 14esima mensilità in welfare aziendale”. Una regolamentazione necessaria, perciò, quella offerta dal contratto “che permetterà di gestire le risorse discontinue regolarizzandole, scoraggiando l’uso della ritenuta d’acconto, una forma illecita e molto diffusa ma che non offre alcuna tutela assicurativa al dipendente”.

“Il mio lavoro, ora, racconta Barbagallo, è quello di far conoscere questo contratto alle aziende,  invitandole a sottoscriverlo, per regolarizzare situazioni già in essere”.

Ma come ha risposto la Sicilia alla crisi? “La crisi ha purtroppo acuito il ricorso al lavoro nero che è sempre stato un metodo per adattarsi e andare avanti e in tal senso la decisione del governo di abolire i voucher non ha per niente aiutato. Molte famiglie – spiega ancora Barbagallo – hanno puntato tutto sul lavoro nero come “forma di reddito”. Certo la burocrazia, in tutto ciò, non ha dato una mano, scoraggiando qualsiasi iniziativa per assumere”.

A pesare sulla difficoltà di ripresa della Sicilia, “ci sono anche gli incentivi, che vengono sì erogati per invogliare all’assunzione, ma sono a tempo e non sono riusciti né  riescono a far sviluppare lavoro permanente e qui i danni di una politica senza prospettiva si sentono tutti”.

Fra i progetti futuri per Confimprenditori Catania, “la creazione di una convenzione con le banche e gli istituti di credito per far conoscere i nostri contratti oltre alla creazione di un gruppo di specialisti che seguano le imprese nelle diverse fasi e aiutino nella ristrutturazione delle stesse, per evitare la dichiarazione di fallimento in caso di crisi”. Una metodologia, quelli di step intermedi per evitare la dichiarazione di fallimento, che fa già parte della nuova regolamentazione in materia. “Sto lavorando alla creazione di un team di esperti che curi gli aspetti economico-finanziari con squilibri in atto, un progetto per stare seriamente a fianco delle imprese e aiutarle nella ripresa”.