SALASSO SUI TRAGHETTI: TARIFFE CARONTE&TOURIST IN VOLO, CONFIMPRENDITORI DENUNCIA: “GOVERNO E REGIONE AGISCANO SUBITO PER SALVARE PENDOLARI E TURISMO”

Un’ondata di rincari si abbatte sulla Sicilia e sulle sue isole, gettando un’ombra scura sull’imminente stagione turistica e sulla quotidianità di migliaia di cittadini. A lanciare l’allarme è Stefano Ruvolo, Presidente Nazionale di Confimprenditori, che denuncia con forza l’aumento vertiginoso delle tariffe dei traghetti da parte di Caronte&Tourist, un incremento che rischia di strangolare non solo il turismo ma anche pendolari, residenti e il vitale settore degli autotrasportatori.

“Noi di Confimprenditori lo denunciamo da settimane,” afferma Ruvolo con tono fermo. “Sta aumentando tutto. Il governo, al di là degli annunci sul fatto che va tutto bene e al di là degli slogan, non sta dando risposte concrete su nulla, nemmeno sul caro del gasolio. Con il conseguente effetto domino che ciò comporta.” Una critica diretta all’esecutivo, accusato di inerzia di fronte a un’inflazione galoppante che erode il potere d’acquisto e mette sotto pressione le imprese.

L’azienda Caronte&Tourist ha ufficializzato una serie di aumenti dal 30% al 50% sulle tariffe dei biglietti per tutte le linee marittime di interesse ministeriale e i relativi servizi integrativi. Una decisione che, secondo Ruvolo, si rivelerà devastante. “A farne le spese non saranno solo i turisti in arrivo, ma soprattutto i pendolari che ogni giorno si muovono tra la terraferma e le isole e i residenti delle comunità isolane, per i quali il traghetto rappresenta l’unica vera arteria di collegamento e di vita.”

Il tempismo di questi rincari è particolarmente infausto. Arrivano proprio all’inizio della stagione turistica, un periodo cruciale per l’economia siciliana, pesantemente dipendente dal flusso di visitatori. “Si colpisce il turismo e con esso l’intero settore della ricezione e della ristorazione, già provati da anni difficili,” sottolinea il Presidente di Confimprenditori. “Ma non dobbiamo dimenticare gli autotrasportatori, la cui attività è fondamentale per l’approvvigionamento e la distribuzione, e che vedranno i loro costi lievitare in modo insostenibile, con ripercussioni sui prezzi finali dei beni.”

L’azienda Caronte&Tourist, dal canto suo, sostiene di essere stata costretta ad applicare gli aumenti. La motivazione addotta è l’attesa, protrattasi per oltre un anno, di risposte circa il “mancato completamento della procedura di riequilibrio tariffario.” Senza tale riequilibrio, gli aumenti sarebbero la “logica conseguenza per garantire la sostenibilità del servizio.” Una giustificazione che, pur evidenziando una potenziale criticità burocratica, non placa l’indignazione di chi si troverà a pagare il prezzo più alto.

Di fronte a questa emergenza, Ruvolo lancia un appello pressante ai massimi livelli istituzionali. “È urgente che il Presidente del Consiglio Meloni, il Ministro dei Trasporti Salvini e il Presidente della Regione Sicília Schifani mettano come prioritaria nelle loro agende la questione. Non possiamo permettere che l’economia di intere comunità venga erosa da decisioni che, seppur magari giustificate da dinamiche aziendali, non possono ignorare il bene comune e la tenuta sociale.”

La richiesta di Confimprenditori è chiara: trovare una soluzione concreta e immediata per arginare questa spirale di aumenti. L’immobilismo, in questo contesto, non è un’opzione, pena il rischio di compromettere seriamente la ripartenza economica della Regione e la qualità della vita di migliaia di cittadini. La palla passa ora al tavolo del Governo e della Regione Sicilia, chiamati a dimostrare la loro capacità di intervenire efficacemente in una crisi che minaccia di trasformarsi in un vero e proprio salasso per l’isola.

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