Il bando si è chiuso con una proroga il 12 febbraio ma appare chiaro che alle imprese sia piaciuto molto il voucher per la digitalizzazione. Il bonus di diecimila euro messo a disposizione dal ministero per lo Sviluppo Economico era dedicato a micro, piccole e medie imprese, costituite in qualsiasi forma giuridica e con qualsiasi regime contabile. L’importante è che fossero iscritte nel Registro delle imprese. I liberi professionisti, come avvocati, architetti, commercialisti o titolari di partita IVA, possono accedere alle agevolazioni solo ed esclusivamente se iscritti al Registro delle imprese. Questo significa che la sola iscrizione ad un albo professionale non è sufficiente per richiedere l’agevolazione, ma l’attività deve essere svolta in forma di impresa.

Nelle spese che si potranno mettere in nota con il voucher digitalizzazione l’acquisto di software, hardware e consulenze che consentano all’impresa di migliorare l’efficienza aziendale, modernizzare l’organizzazione del lavoro mediante l’utilizzo di strumenti tecnologici e forme di flessibilità del lavoro tra cui il telelavoro, sviluppare soluzioni di e-commerce, fruire della connettività a banda larga e ultralarga o del collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare, realizzare interventi di formazione del personale nel campo ICT. Sei i mesi entro i quali le aziende dovranno presentare il progetto ammesso all’erogazione dei voucher.

Prima della proroga erano state inviate più di 85mila domande di partecipazione. Il contributo finanziale arriva a 10 mila euro, per interventi di digitalizzazione dei processi aziendali e di ammodernamento tecnologico. Possono essere trasmesse sia le richieste compilate dal 15 al 29 gennaio, sia quelle compilate successivamente. Ogni impresa può beneficiare di un unico voucher fino a 10 mila euro nella misura massima del 50% del totale delle spese ammissibili. Le risorse disponibili sono pari a 100 milioni di euro. Il voucher è utilizzabile per l’acquisto di software, hardware e/o servizi specialistici che consentano di migliorare l’efficienza aziendale, modernizzare l’organizzazione del lavoro, mediante l’utilizzo di strumenti tecnologici e forme di flessibilità del lavoro, tra cui il telelavoro, sviluppare soluzioni di e-commerce, fruire della connettività a banda larga e ultralarga o del collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare, realizzare interventi di formazione qualificata del personale nel campo Ict.