Il Fondo di investimenti per la crescita delle piccole e medie imprese nel Mezzogiorno – annunciato dal ministro della Coesione territoriale Claudio De Vincenti – è una misura che costituisce un atto di buona volontà e va nella giusta direzione. Tuttavia le risorse movimentate non sono così ingenti e va detto che si può fare di più e meglio soprattutto per quanto riguarda il capitolo relativo alle Zes, le zone economiche speciali. La carta delle Zes infatti nel provvedimento viene giocata con grande timidezza, limitata come sembra al settore portuale. Se si pensa che in Europa le Zes sono circa una settantina, 14 delle quali istituite in Polonia, si potrebbe pensare di rendere l’esperimento più diffuso e incisivo importando il modello della corporate income tax exemption che a seconda delle dimensioni dell’impresa, dell’ammontare degli investimenti programmati e del luogo dell’investimento possono oscillare tra il 25 e il 55%. La via giusta più che gli incentivi resta quella dell’investimento sulle infrastrutture nel mezzogiorno e l’alleggerimento della leva fiscale.