Francesco Giubilei, 25 anni romagnolo è il più giovane editore italiano. E ha le idee chiare sul fatto che in Italia si possa vivere di cultura, a differenza del luogo comune per cui il paese che ospita l’80% del patrimonio culturale dell’intera umanità non possa avere un’industria culturale.

Quando viene chiamato così – il più giovane editore – Giubilei si schernisce con  Confimprenditori.it: “Io editore? A tutt’oggi ancora non so se lo sono”, sorride e racconta com’è nato il progetto di creare una casa editrice. “Avevo appena sedici anni e già mi occupavo della pubblicazione online di una rivista dedicata alla lettura alla quale collaboravano giornalisti e scrittori”; racconta Francesco che insieme alla pubblicazione della rivista aveva creato anche un’associazione culturale che poi nel 2008 si è trasformata nell’attuale casa editrice. Un lavoro nato dalla passione per i libri, la scrittura e la lettura in generale “e che fin da subito mi sono augurato potesse diventare il mio lavoro”. La prima pubblicazione di Historica è il romanzo di Laura Costantini e Loredana Falcone, “Le colpe dei padri”, diffuso a puntate sul loro blog. Poi questo progetto culturale diventa un’impresa editoriale quando durante la fiera del libro di Modena nel novembre del 2010, Francesco conosce Giorgio Regnani, imprenditore modenese nel campo alimentare e grande appassionato di libri ed editoria. I due creano una società che ha dato origine all’attuale struttura editoriale.

“Quando ho iniziato questa avventura non c’erano utili ma eravamo sempre in pari e tutto quello che guadagnavamo veniva reinvestito nell’associazione”, spiega Francesco sottolineando che la collaborazione con Regnani ha permesso a Historica di fare il salto da associazione ad azienda. Ad oggi per Historica lavorano cinque persone in maniera fissa e una serie di collaboratori esterni, tutti sotto i trenta anni. Una sede legale, due sedi operative a Roma, e due librerie all’attivo a Roma e Milano.

A sentire le parole di Giubilei viene da chiedersi e da chiedergli se davvero di cultura si possa vivere. “Certo che si può vivere di cultura, ne sono fermamente convinto ed è quanto ho sperimentato in questi anni ma l’Italia continua a subire dei cambiamenti che influenzano il nostro lavoro quotidiano”, dice ancora Giubilei. Il riferimento è ad “una crisi culturale stratificatasi negli anni che più della crisi economica ha inciso e incide nel settore editoriale”.

Crisi. Altro capitolo. Evento chiave di questi ultimi anni che non ha però spaventato Giubilei nel suo progetto. Come ha vissuto Francesco Giubilei e la sua Historica la crisi economica? “Paradossalmente la mia fortuna è stata proprio il dovermi confrontare da subito con la crisi e quindi il dover fare di necessità virtù, creando dei prodotti che si muovessero nel solco dell’indipendenza culturale”. “Nel nostro piccolo proviamo costantemente a dare un contributo culturale e per questo ho scelto di investire in Italia, avendo certo dei progetti di espansione ma con la ferma intenzione di restare qui, al servizio del mio paese”.

Fra gli impegni imminenti della casa editrice la fiera del libro di Francoforte e la cura di edizioni per l’Inghilterra. Un settore, quello delle pubblicazioni editoriali e degli scrittori che è cambiato e sul quale Giubilei ha messo i suoi occhi e fatto qualche riflessione. “La mia è una formazione tradizionale nonostante la mia giovane età ma credo che oggi ci siano problemi legati allo stile di scrittura: si scrive di più, senza dubbio, perché internet e i social invogliano ma si scrivono messaggi invece che testi. Molti giovani autori usano una sintassi breve con concetti che restano alla superficie”. Per non parlare dei cosiddetti anticonformisti della scrittura i cui esiti talvolta sono “addirittura ridicoli”, come sottolinea Giubilei. La scarsa propensione degli italiani alla lettura fa poi il resto e questa tendenza investe anche alcuni scrittori: “leggono poco anche loro e già dalle prime pagine di un manoscritto un editore sa rendersi conto di questa povertà”.