Manovra: Confimprenditori, chi ripagherà soldi per consulenze ponte? ‘Bene risorse aggiuntive alle imprese’

“Desideriamo rivolgere un sincero apprezzamento alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per aver recepito le nostre richieste e avere finalmente destinato risorse aggiuntive alle imprese all’interno della Legge di Bilancio. È una scelta di buonsenso, che va nella direzione da noi indicata da mesi: rafforzare Zes, Transizione 5.0 e sostegno alla competitività, invece di continuare ad alimentare progetti faraonici senza coperture certe.

Il definanziamento del Ponte sullo Stretto non è una sorpresa: era un progetto tecnicamente irrealizzabile e finanziariamente insostenibile, e Confimprenditori lo ha dichiarato apertamente fin dal primo giorno”. Lo dichiara il presidente di Confimprenditori, Stefano Ruvolo.

“Ora, però, occorre porsi una domanda semplice e inevitabile: tutti i soldi pubblici già spesi per studi, consulenze, pareri, progettazioni e strutture societarie, chi li ripagherà? In una fase storica in cui si chiedono sacrifici continui alle imprese, tra costi energetici, inflazione, credito più caro e stagnazione della domanda europea, non è accettabile che milioni di euro vengano bruciati senza alcuna responsabilità politica e amministrativa. Ogni euro speso deve essere rendicontato, pubblicato e restituito. E rimane un tema gravissimo che nessuno può far finta di ignorare: la penale da 1,5 miliardi di euro prevista in caso di mancata realizzazione dell’opera. Una spada di Damocle che non può e non deve ricadere né sulle imprese né sui cittadini. Ci aspettiamo che il governo – conclude – garantisca personalmente, senza usare fondi destinati allo sviluppo dei territori o delle imprese, che nessuna penale sarà pagata con denaro pubblico“.

fonte: ANSA

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