Carburanti, Confimprenditori: Pronti a mettere a disposizione governo un bravo ragioniere
Roma, 07 ott – “Il mancato rinnovo del taglio delle accise sul gasolio ha causato un aumento di 6 centesimi alla pompa, vanificando il price cap annunciato da ENI il 25 settembre e portando il prezzo finale a 2,25 euro al litro. Una sorpresa solo per chi non aveva letto il comunicato ENI, che legava il prezzo proprio al taglio delle accise. Conti alla mano, il Governo avrebbe margine per rinnovare o persino incrementare il taglio.
A dicembre 2025, con il gasolio al picco di 1,664 euro, la legge di bilancio per il 2026 stimava circa 37 centesimi al litro di gettito Iva; con il gasolio a 2,19 euro il gettito sale a 48 centesimi. Un extragettito di 11 centesimi, quasi il doppio dello sconto sulle accise, senza considerare la benzina, dove supera i 5 centesimi al litro“. E’ quanto si legge in una nota di Confimprenditori.
“Non confermare il taglio è una non decisione scellerata, che colpisce trasporti, pesca, agricoltura e cittadini alimentando l’inflazione, ed è smentita dai numeri se ci si trincera dietro l’incapienza del bilancio – ha dichiarato Stefano Ruvolo, Presidente Nazionale di CONFIMPRENDITORI –. Siamo pronti a mettere gratuitamente a disposizione della Presidente del Consiglio e del Ministro Giorgetti un ragioniere del nostro Osservatorio che indichi le coperture”.