Eni ha diminuito ancora il prezzo del gasolio consigliato ai distributori, da 2,21 a 2,19 euro al litro. Il tetto resta a 2,25 euro.
Confronto Assopetroli-Eni, price cap utile per sostenere il Paese – Sostenere famiglie e imprese attraverso il contenimento dei rialzi dei prezzi dei carburanti. È questo il principio confermato nel corso di un incontro tra Eni e Assopetroli-Assoenergia, secondo quanto riferisce Assopetroli in una nota. “Nel confronto, svoltosi in un clima costruttivo – viene sottolineato –, Eni ha confermato la volontà di supportare i propri partner, tanto sulla rete quanto nell’extrarete, anche al fine di favorire l’estensione dei benefici del contenimento dei prezzi a una platea più ampia di famiglie e imprese. Per Assopetroli-Assoenergia, i chiarimenti ottenuti rappresentano una risposta concreta alle preoccupazioni rappresentate”.
Confimprenditori, a ottobre scenderemo in piazza “Per l’88% degli italiani i costi dell’energia pesano molto o abbastanza sul bilancio familiare. Il 61% ha rinunciato, almeno una volta nell’ultimo anno, a riscaldare o raffrescare adeguatamente casa per ragioni economiche: il 69% tra gli under 35, il 71% al Sud e nelle Isole”. Secondo l’Osservatorio di Confimprenditori, a settembre i rincari hanno superato ogni previsione: le stime parlavano di aumenti del 40-50%, i dati raccolti tra le 370.000 imprese associate registrano punte dell’80% e oltre.
“I dati della ricerca realizzata dall’Istituto Piepoli per Renael sono preoccupanti – sottolinea Confimprenditori –. Per le imprese la situazione è peggiore. Un’azienda associata è passata da bollette per 12.000 euro nell’agosto 2025 a 21.986 euro nell’agosto 2026, con un aumento dell’83% in un anno. “Le famiglie tagliano sul riscaldamento, le imprese non hanno più nulla da tagliare – dichiara il presidente Stefano Ruvolo. Un’azienda non può spegnere i macchinari come si spegne un termosifone. Chi ha una bolletta che in dodici mesi passa da 12.000 a quasi 22.000 euro è già oltre il limite: molte nostre imprese sono pronte a consegnare le chiavi. Per questo, se il Governo non risponderà, a ottobre scenderemo in piazza”. Confimprenditori chiede al Governo di tornare al modello adottato nel 2022: crediti d’imposta sugli extracosti energetici per tutte le imprese, riduzione degli oneri di sistema in bolletta e IVA agevolata sul gas, come già avvenuto durante l’esecutivo Draghi.
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