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Zego, la startup che sfida Uber

Un servizio di carpooling da utilizzare nei piccoli spostamenti in città. E’ Zego, un’applicazione di carpooling urbano che permette di mettere in contatto in tempo reale persone che vogliono condividere un passaggio. La startup autofinanziata dai tre fondatori Davide Ghezzi (Ceo), Luigi Pincelli e Sabrina Vinella con un investimento da 100 mila euro ha preso corpo inizialmente in Letzgo, diventata oggi Zego.

L’app sviluppata per iOS e Android  è nata nel 2013 ma solo nel 2015 è diventata a tutti gli effetti una startup attiva. Il servizio disponibile a Milano, Torino, Genova e Padova punta ad espandersi in altre grandi città, rispondendo in tal modo all’esigenza di decongestionare il traffico cittadino mantenendo un occhio di riguardo per l’ambiente.

Il servizio ricorda quindi il ride sharing di BlaBlaCar ma si differenzia per l’ambito di azione che è prettamente cittadino e per un sistema di pagamento leggermente diverso. A differenza di Uber, perciò, cambia e di molto sia il target che lo utilizza sia il costo. Zego si basa sulla creazione di una community di persone che decidono di condividere un passaggio mentre Uber è da configurarsi come un servizio commerciale nelle aree urbane e direttamente in concorrenza con i taxi. Rispetto a UberPop, dichiarato illegale in Italia, c’è una differenza legata a due fattori: la destinazione è stabilita in anticipo e quindi non entra in conflitto con la direttiva europea sul trasporto collettivo.

Il pagamento, invece, si basa su un’altra logica: UberPop ha una tariffa fissa e una variabile dato che lo scopo del driver è ottenere un profitto mentre Zego prevede solo un rimborso spese non obbligatorio al guidatore. Zego, infatti, non ha tariffe prestabilite ma punta a condividere le spese del viaggio: il guidatore può suggerire un rimborso, che non ha alcun carattere vincolante, basato su una valutazione del costo della tratta e l’importo potrà essere modificato dal passeggero prima dell’invio della richiesta di passaggio, sia riducendolo che aumentandolo. Al termine del passaggio, anche il driver ha la possibilità di diminuire (e non di aumentare) il rimborso in considerazione delle effettive spese della propria auto e del tragitto percorso. L’obiettivo è evitare che tale importo costituisca un profitto.

Il compenso di utilizzo che finisce nelle casse di Zego, invece, è fisso: un euro per importi complessivi inferiori o uguali a 6 euro e il 15% per importi superiori a 6 euro.

l funzionamento di Zego è semplice: il passeggero invia tramite l’app una richiesta di passaggio indicando il punto di partenza, il punto di arrivo e il numero di passeggeri che viaggeranno con lui (anche minori). L’app invia la richiesta ai driver disponibili più vicini al punto di partenza e colui che valuta il punto di arrivo compatibile con il proprio percorso può accettare il viaggio. Il nominativo del driver viene mostrato al passeggero che ha due minuti di tempo per accettare o annullare la richiesta. Durante il tragitto chi usufruisce del passaggio ha la possibilità di mandare a chiunque un link che permette di essere seguito in tempo reale o può condividere il percorso tramite sms, e-mail o Facebook.

A fine corsa, driver e passeggero sono tenuti ad inserire un reciproco feedback che è vincolante: la mancanza di inserimento, infatti, comporta l’impossibilità di fruire o mettere a disposizione ulteriori passaggi. Per effettuare il login all’app basta il numero di telefono senza bisogno di username e password e si potrà consigliare l’app Zego ai propri amici inviando il proprio codice personale.

Tra le garanzie e le responsabilità richieste al guidatore, c’è quella di non avere carichi pendenti o condanne definitive per qualsiasi tipologia di reato e di non essere titolare di una partita IVA relativa ad attività/impresa ricollegabile al trasporto di merci/persone. Il veicolo utilizzato per condividere un passaggio deve essere di proprietà (o bisogna averne la legittima disponibilità) e omologato per il trasporto di persone mentre la patente B del guidatore deve essere valida da almeno un anno. Attenzione anche alle “false prenotazioni”: se il passeggero non si presenta al punto di arrivo stabilito (o c’è una persona diversa da lui delegata), gli sarà addebitata una penale di 50 euro.

 

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17 Maggio 2024

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