Quasi 30 milioni di euro. A tanto ammonta la cifra che lo Stato potrebbe dover restituire alle Casse di previdenza a seguito della bocciatura da parte della Corte costituzionale della norma relativa alla spending review di Monti prevista dalla legge 135/2012.

Numeri alla mano, infatti, solo nel 2015 gli enti hanno versato nelle casse dello Stato più di 10 mln di euro di risparmi di spesa effettuati sulla base dei consumi intermedi. Un versamento che, a più riprese, è stato definito dalle Casse un vero e proprio prelievo forzoso a scapito degli iscritti, passato negli anni dal 5 al 15% e che, per stessa ammissione del presidente Adepp, Alberto Oliveti, a fine 2016 aveva già raggiunto i 29 milioni di euro (come riportato da un’intervista di ItaliaOggi).

Risorse che le Casse hanno tutta l’intenzione di far rientrare nel più breve tempo possibile in modo da poterle destinare completamente agli iscritti. “La Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri, di concerto con gli altri enti aderenti all’Adepp, intende attivarsi per la restituzione dell’indebito versamento effettuato a seguito della pronuncia di incostituzionalità della norma”, ha fatto sapere tramite un comunicato Luigi Pagliuca, presidente dell’Istituto, e questo perché i giudici “hanno stabilito”,  si legge ancora, “un principio fondamentale ribadendo l’autonomia delle Casse di previdenza privatizzate”.