Diesel, il governo naviga a vista sul taglio delle accise: il nodo delle coperture

Diesel, il governo naviga a vista sul taglio delle accise: il nodo delle coperture il taglio delle accise sul gasolio non è stato rinnovato alla scadenza e alla pompa il prezzo è salito di 6 centesimi, fino a 2,25 euro al litro. L’aumento ha annullato di fatto lo sforzo di Eni e, in un secondo momento, degli altri fornitori sul price cap: il prezzo fissato da Eni il 25 settembre era infatti legato proprio al taglio deciso dal Governo. Il nodo delle coperture: Il rincaro, quindi, era nell’aria. Per Confimprenditori l’esecutivo “naviga a vista” e non risulterebbe alcuna interlocuzione con la compagnia. Resta poi il nodo delle coperture. Secondo i calcoli dell’Osservatorio dell’associazione, a dicembre 2025 il gasolio da trazione toccava il picco di 1,664 euro al litro, e la legge di bilancio per il 2026 stimava su quel prezzo un gettito Iva di circa 0,37 euro al litro.

Con il gasolio a 2,19 euro il gettito sale a circa 0,48 euro: un extragettito di 0,11 euro, quasi il doppio dello sconto sulle accise. Sulla benzina, sempre secondo l’Osservatorio, l’extragettito supera i 5 centesimi al litro.Lo spazio per rinnovare il taglio: Numeri alla mano, dunque, lo spazio per rinnovare o ampliare il taglio ci sarebbe. Senza, avvertono le imprese, a pagare sono autotrasporto, pesca e agricoltura, oltre ai consumatori, esposti alla spirale inflattiva. “Vista la mancanza di visione dell’esecutivo e la mancanza di tecnici che rilevino come le maggiori entrate Iva sui carburanti coprirebbero ampiamente il taglio delle accise”, afferma Stefano Ruvolo, presidente nazionale di Confimprenditori, “siamo pronti a mettere gratuitamente a disposizione della premier e del ministro Giorgetti un ragioniere del nostro Osservatorio, che indichi le coperture”.

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