Arriva in aula la proposta di legge delega al governo per la riforma della crisi di impresa e dell’insolvenza. “Confimprenditori – dice Stefano Ruvolo, presidente dell’associazione – è aperta sulla riforma del diritto fallimentare per le previste norme di semplificazione delle procedure ma chiede che venga esaminata con più attenzione l’istruttoria prefallimentare, e questo per il rischio, come è stato rilevato, che l’imprenditore perda la sua libertà d’agire anche nelle rapide della crisi con un’eccessiva istituzionalizzazione della fase pre-crisi”.

Un altro punto negativo di questa riforma secondo Confimprenditori “è che nella proposta di legge non si tiene in conto il caso di imprese che falliscono per colpa dello Stato, laddove la pubblica amministrazione manca di onorare i suoi debiti contratti con le aziende. Per questo motivo falliscono più di tremila imprese ogni anno in Italia. Perciò in caso di crisi aziendale indotta dal settore pubblico, che non paga i debiti, l’azienda deve essere messa in grado, attraverso una nuova procedura, di poter compensare o cedere i crediti con la Pa”.