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Sud, un motivo per restare e fare impresa

FARE IMPRESA IN ITALIA

Un miliardo e 250milioni di euro: a tanto ammonta Resto al Sud, l’incentivo, promosso dal ministero per la Coesione territoriale ed il Mezzogiorno e gestito da Invitalia, destinato a sostenere la nascita di nuove attività imprenditoriali avviate da giovani nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia nei prossimi tre anni.

Resto al Sud: cosa finanzia

Il Decreto Mezzogiorno n. 91 del 2017 sul regime di aiuto Resto al Sud, quindi, supporta la costituzione di nuove imprese nelle Regioni meno sviluppate e in transizione del Meridione, da parte di giovani imprenditori di età compresa tra i 18 e i 35 anni.

È possibile avviare attività di produzione di beni e servizi, mentre restano escluse dal finanziamento le attività libero professionali e il commercio.

Ogni soggetto richiedente può ricevere un finanziamento massimo di 50 mila euro e i progetti imprenditoriali possono avere un programma di spesa del valore massimo di 200 mila euro.

Le agevolazioni previste coprono fino al 100% delle spese sostenute per:

  • interventi per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (massimo 30% del programma di spesa);
  • impianti, attrezzature, macchinari nuovi;
  • programmi informatici e servizi TLC (tecnologie per l’informazione e la telecomunicazione)
  • altre spese utili all’avvio dell’attività (materie prime, materiali di consumo, utenze e canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative nel limite del 20% massimo del programma di spesa).

Nessuna copertura, invece, per le spese di progettazione, le consulenze e per quelle relative al costo del personale dipendente.

 

Resto al Sud: a chi si rivolge

Come anticipato, le agevolazioni sono rivolte ai giovani tra 18 e 35 anni che:

  • siano residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia al momento della presentazione della domanda di finanziamento;
  • trasferiscano la residenza nelle regioni indicate dopo la comunicazione di esito positivo;
  • non abbiano un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutta la durata del finanziamento;
  • non siano già titolari di altra attività di impresa in esercizio.

Possono presentare richiesta di finanziamento le società, anche cooperative, le ditte individuali costituite successivamente al 21 giugno 2017 o i team di persone che si costituiscono entro 60 giorni (o 120 se residenti all’estero) dopo l’esito positivo della valutazione.

 

Resto al Sud: come funziona

Le forme di incentivi previste sono due:

  • contributo a fondo perduto, pari al 35% del programma di spesa;
  • finanziamento bancario (da restituire in 8 anni di cui 2 di preammortamento), pari al 65% del programma di spesa, concesso da un istituto di credito che aderisce alla convenzione tra Invitalia e ABI, garantito dal Fondo di garanzia per le PMI. Gli interessi del finanziamento sono coperti da un contributo in conto interessi.

 

Resto al Sud: come presentare domanda

La domanda va presentata esclusivamente online, attraverso la piattaforma informatica di Invitalia accedendo al sito www.invitalia.it a partire dal 15 gennaio. Invitalia valuterà il progetto proposto entro sessanta giorni, anche dal punto di vista della sua sostenibilità tecnico-economica. Le domande saranno valutate e accolte fino all’esaurimento dei fondi previsti anno per anno dal 2017 al 2025.

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