“Per le imprese situate nei territori colpiti dal terremoto di agosto e ottobre un decreto d’urgenza largamente inevaso mentre per salvare le banche dalla cattiva amministrazione sono stati stanziati venti miliardi di euro veri. Due pesi e due misure: a dimostrazione che nella gerarchia delle priorità dell’agenda politica le imprese sono sempre in fondo alla lista”. E’ la denuncia di Stefano Ruvolo, presidente di Confimprenditori, l’associazione che in questi giorni ha denunciato i ritardi dell’attuazione del decreto d’urgenza per il sostegno alle imprese colpite dal terremoto. Compresi gli ostacoli posti dalle banche “che invece di recepire le linee guida dettate dal decreto d’urgenza – come denunciano alla nostra associazione alcuni imprenditori – negano i mutui previsti a tasso zero con tre anni di preammortamento. Che gli imprenditori debbano diventare degli istituti di credito perché le loro richieste d’aiuto vengano accolte?”.

Confimprenditori chiede quindi che diventi effettivo il decreto d’urgenza: “Con fondi erogati dallo Stato così che si inizi davvero a sostenere, con i fatti non a parole, quanti vogliono tornare ad una quotidianità produttiva che rappresenterebbe anche un importante segnale per tornare ad investire nelle zone colpite dal terremoto”.