Il governo non vuole usare la legge di Stabilità per consentire allo Stato di saldare il suo debito con gli imprenditori italiani che rischiano di fallire perché la pubblica amministrazione non paga i debiti contratti con le aziende moved here. “E’ un fatto molto grave – commenta il presidente di Confimprenditori Stefano Ruvolo – tanto più che la nostra proposta articolava un percorso che avrebbe messo in grado lo Stato di far fronte al suo dovere con la creazione di un fondo di garanzia per tramite della cassa depositi e prestiti”.

Ora la legge di Stabilità va al Senato e Confimprenditori annuncia che tornerà a presentare la sua proposta sperando che i senatori ripropongano l’emendamento reso inammissibile alla Camera. “Si tratta – dice ancora Ruvolo – di dare una risposta a quei tremila imprenditori che ogni anno falliscono perché non riescono a riscuotere i debiti della pubblica amministrazione malgrado le promesse fatte dal premier nell’ormai lontano 19 marzo del 2014. Invece siamo ancora al palo. E non c’è bisogno di attendere l’esito del referendum per sanare questa ferita aperta”.

I dati del Mef sono fermi all’agosto del 2015 mentre mancano ancora 18 miliardi all’appello per appianare la montagna del debito che lo stato ha con le aziende. “Che vogliamo fare? Confimprenditori su questa battaglia – annuncia il vertice dell’associazione – non mollerà di un centimetro e sarà a fianco delle imprese fino a che anche l’ultimo euro che devono riscuotere dalla pubblica amministrazione non verrà pagato”.