Braccia incrociate per i commercialisti che per la prima volta si asterranno dal lavoro per un’intera settimana: dal 28 febbraio al 7 marzo. L’obiettivo della protesta è la scadenza della dichiarazione Iva che ha causato molti malumori fra le fila dei commercialisti, che a gran voce lamentano l’essere, a tratti, solo dei passacarte del fisco italiano.

La categoria, spiegano attraverso un comunicato, “si sente troppo spesso sotto accusa, a causa delle tensioni dei conti pubblici che trasformano i commercialisti in un capro espiatorio, con un duplice attacco, mediatico e legislativo”. “Generalizzare singoli episodi di malaffare, si legge ancora, dimenticando il lavoro che la gran parte dei professionisti fa per garantire la legalità, ha probabilmente lo scopo di far dimenticare colpe ben più gravi, perché strutturali. Si tratta del livello della pressione fiscale ormai insopportabile, il caos normativo che ha trasformato il sistema fiscale in un disordinamento tributario, i continui cambiamenti normativi spesso in contraddizione tra loro, un Fisco che scarica nuovi adempimenti e responsabilità sulle spalle dei professionisti anche nel campo della lotta all’evasione”.

L’ultimo episodio finito sul banco dell’accusa da parte dei professionisti? Le nuove comunicazioni trimestrali previste dalla legge di bilancio 2017 che, proseguendo una linea già avviata da anni, trasformano i professionisti in fornitori di dati (a costo zero) per la p.a. Adempimenti dal peso trascurabile, secondo le Entrate che ha tentato così di smorzare i toni; insopportabili per i commercialisti, che hanno perciò dichiarato sciopero navigate to this site. Anche perché, e questa è l’ipotesi nefasta paventata dai commercialisti, è che dietro questi nuovi obblighi ci sia il tentativo di preparare il terreno alla fatturazione elettronica obbligatoria anche tra privati, che permetterebbe al Fisco di puntare a un rapporto diretto con le partite Iva, rendendo in molti casi superfluo il ruolo del commercialista.

Quello dei dottori commercialisti ed esperti contabili è un Ordine che conta al 1° gennaio 2016 117.352 iscritti, il 32% dei quali donne e il 17,6% over40. Sono tre le regioni che sfondano il tetto dei 10mila: Lombardia con 19.066, Campania che ha 14.051 commercialisti, Lazio con 13.691 e Puglia (10.188).

Al di sotto del migliaio solo Molise (496) – che ha però la percentuale più alta di over 40 sul totale degli iscritti, 24,3% – e Valle d’Aosta (181). È invece l’Emilia Romagna a distinguersi per il numero di donne nella categoria, il 39,8% del totale.