C’è qualcosa che non si racconta a proposito di previdenza e di pensioni. Non si dice che i conti dell’Inps – oltre che per la presunta precocità pensionabile – sono in rosso a causa dell’accorpamento dell’Inpdap e del mancato versamento dei contributi da parte delle amministrazioni pubbliche. La cassa ex Inpdap degli enti locali ha accumulato debiti per decine di miliardi e va considerato il fatto che centinaia di comuni in dissesto hanno difficoltà a pagare i contributi tanto da risultare morosi. Da qui sorgono spontanee alcune domande:quanti e quali sono gli enti che non versano i contributi? Quanto è l’ammontare arretrato che deve essere versato nelle casse dell’Inps? Quante ispezioni avvengono sul regolare pagamento dei contributi nel pubblico negli enti locali, nelle partecipate? Ispezioni che – detto per inciso – sono una prassi ordinaria nel settore privato, dove alle aziende in caso di inadempienze contributive viene peraltro negato il Durc. I contribuenti italiani che hanno conosciuto e conosceranno i rigori della legge Fornero con il posticipo della loro età pensionabile hanno il diritto di essere informati a riguardo e ne hanno diritto le imprese su cui si scaricano i costi del dissesto degli enti locali. Chissà se facendo chiarezza non possa anche rifiorire il sorriso sulle labbra dell’ex ministra del lavoro.