Elezioni francesi e caso Alitalia ci hanno in questi giorni allontanato da un enigma: in cosa consisterà la prossima manovra economica del governo? La questione del Def sembra diventare sempre più spinosa ma anche poco chiara. Non si sa ancora nulla dei contenuti della finanziaria che sarà varata questo autunno e viene spontaneo chiedersi perché tanto riserbo su una questione che riguarda il futuro dell’Italia.  Se è vero infatti, come ha solennemente garantito il ministro dell’Economia Padoan, che non ci sarà nessun aumento dell’Iva, dove li prenderà il governo i 20 miliardi delle clausole di salvaguardia e gli altri 10 miliardi che ci dovrebbero portare a un rapporto deficit-pil pari all’1,2% entro il 2018?

Magari un 1% di pil porterà 5 miliardi nelle casse stato, magari Padoan spunterà uno sconto sul rapporto deficit-pil ma al netto di questi aggiustamenti continuano a mancare all’appello ancora 10 miliardi di euro; e guarda caso sono quelli che Padoan fino all’altro ieri voleva prendere dall’aumento dell’Iva.

A meno di non voler credere che questi soldi verranno fuori dal fantomatico tesoretto di cui va discorrendo Renzi  – cifre virtuali da qui al 2032 – resta da capire da dove verranno i 10 miliardi mancanti. Famiglie e imprese  hanno il diritto di saperlo.