Un accordo dei tempi, per innovare le relazioni industriali, adattarsi al mercato che cambia e andare oltre la crisi. Il 14 maggio è stato infatti rinnovato il contratto nazionale collettivo di lavoro per i metalmeccanici da parte di Confimprenditori insieme ad altre associazioni datoriali e ai sindacati.(CCNL innovativo contro la crisi).

Un accordo che l’associazione ritiene pienamente positivo perché in grado di garantire a tutti i dipendenti del settore metalmeccanico, installazione di impianti e odontotecnico, nuove tutele e nuove garanzie adeguate agli attuali modelli di organizzazione del lavoro.

In particolare, l’accordo guarda al futuro e si disegna in base al nuovo tessuto produttivo del terzo millennio, con l’inserimento di tutte le forme contrattuali, anche atipiche: oltre all’indeterminato, infatti, inserisce anche il tempo determinato, apprendistato, contratto di ingresso, mobilità verticale e ogni forma atipica oggi esistente. Bisogna poi sottolineare un’attenzione particolare ai giovani che entrano nel mondo del lavoro, ma anche alle mutate esigenze delle aziende, con la previsione di una massima flessibilità dell’orario di lavoro, con attivazione semplificata dello straordinario e della Banca ore. Nel pieno rispetto della tendenza generale che si concretizza con lo smart working e con il lavoro agile, modelli poco sostenuti dal legislatore ma dagli effetti positivi riconosciuti in modo universale dal mondo economico su produttività e occupazione.

Inoltre, in caso di aumento dei prezzi che potrebbero indebolire il potere di acquisto di dirigenti, quadri, impiegati e operai, è prevista una verifica generale a metà della durata del contratto, che è partito il primo giugno e durerà fino al 31 maggio 2022. E sempre per ridurre le marcate differenze sui poteri di acquisto regionali, viene introdotto un elemento perequativo regionale che agisce a parità di retribuzione nominale. Ma non solo, per quanto riguarda il welfare contrattuale, oltre l’importante sistema bilaterale che già comprende l’assistenza al SSN e l’assicurazione vita e infortuni, vengono aggiunti da 600 a 2.400 euro l’anno.

Un settore afferente al terziario che sottoscrive un contratto dei metalmeccanici  – che si applica all’industria – potrebbe sembrare singolare, ma è il segno di una associazione che si adegua ai tempi che corrono. E Confimprenditori lo rivendica con soddisfazione.