Il governo non può fare cassa sui versamenti Iva di Pmi e professionisti. Come Confimprenditori dobbiamo tornare ad occuparci dello split payment, che secondo quanto riportato dalla Gazzetta Ufficiale da luglio sarà esteso ad un’ampia platea di contribuenti.

Lo Stato nel portare avanti la sua battaglia all’evasione fiscale pone una pesante ipoteca sul futuro di professionisti e imprese che in nome dello split payment, non incasseranno l’Iva derivata da lavori con la Pa ma saranno obbligati a versarla direttamente nelle casse dell’erario. Un’operazione miope e dai benefici effimeri che dà allo Stato per togliere ai professionisti, aumentando così i crediti Iva da parte della Pa ai privati.

Ma non basta. Lo split payment si tradurrà in un onere per i professionisti che non solo vedranno slittare la compensazione dei crediti all’anno prossimo, venendo meno la compensazione mensile o trimestrale come accade ora, ma dovranno anche stipulare un’assicurazione professionale. Assicurazione il cui costo risulta rilevante considerando che le stesse prevedono una quota per ogni singolo contribuente. Un sistema che rischia perciò di impoverire le Pmi che ad esempio hanno bisogno di liquidità per pagare i fornitori. In tal modo si rischia di bloccare ogni possibile iniziativa di ripresa economica. Ecco perché il governo deve stralciare la norma dalla “manovrina” che ad ora sembra non tenere conto delle già quotidiane difficoltà di imprese e professionisti.