Quante aziende, piccole e medie hanno oggi difficoltà di accesso al credito? Oltre il 50% è stata la risposta che avete dato al sondaggio su confimprenditori.it, che ben fotografa la situazione attuale delle Pmi. Piccole e medie imprese sono alla ricerca di finanziamenti. In un momento, però, in cui storicamente le banche non riescono ad intercettare questa domanda di prestiti. Sul territorio nazionale le Pmi producono il 40% del valore aggiunto nazionale ma solo il 20% di queste riescono ad ottenere del credito. Proprio per le difficoltà di accesso al credito si sta sviluppando ultimamente il “peer to peer lending” o “social lending”, ovvero un prestito personale erogato da privati verso altri privati attraverso piattaforme online.

Le piattaforme Peer-to-peer (P2p) hanno avuto un forte sviluppo a livello europeo e si tratta di aziende che operano su internet e che consentono a investitori di prestare denaro. La prima piattaforma di prestiti P2P al mondo è stata Zopa, nel Regno Unito, fondata nel 2005 che però ha risentito fortemente dell’ondata di crisi di quegli anni. E proprio il restringimento dei cordoni della borsa da parte delle banche nei confronti delle piccole imprese ha agevolato la diffusione di questo sistema. La new economy ha fatto il resto mettendo in contatto piccoli investitori e soggetti in cerca di finanziamenti.

Queste realtà non in tutti i Paesi hanno però avuto un analogo successo per una serie di limitazioni regolamentari e legali: ad esempio, l’esistenza di leggi sull’usura può frenarne la diffusione, così come un quadro legislativo non ancora in grado di supportarle adeguatamente. In tale contesto, il mercato statunitense e britannico sono tra i più evoluti, quest’ultimo stimato in 3,2 miliardi di sterline nel 2015, a confronto dei 578 milioni di euro di quello europeo continentale nel medesimo anno.

Il P2p lending italiano ha chiuso il 2016 a più di 64 milioni, in crescita di oltre il 500%. E’ il risultato di P2Plendingitalia.it, la piattaforma italiana che ha però sottolineato come si tratti di una crescita sì quantitativa, ma accompagnata da elementi qualitativi: di P2P si inizia a parlare sempre più diffusamente sulla stampa, il prestito tra privati entra nelle discussioni politiche e nel novero delle possibilità presentate a chi ha bisogno di credito – privato o impresa. Quattro le piattaforme italiane focalizzate sui prestiti fra privati (Smartika, Prestiamoci, Younited Credit e Soisy) mentre una si concentra sui prestiti dai privati alle imprese (Borsa del Credito) e sui prestiti da investitori istituzionali a imprese (iBondis). Si tratta ancora di un mercato piccolo, ma le prospettive a detta di tutti gli esperti – non necessariamente attori dell’industria ma anche osservatori e accademici – sono davvero rosee. Si dice che il 2017 potrà essere un anno di svolta, con il raddoppio delle piattaforme presenti (che oggi sono nove) e con l’attuazione di norme che possano favorire lo sviluppo.