In tema di somministrazione di lavoro interviene il Ministero del lavoro e chiarisce che, quando la legge per l’accesso agli incentivi prevede la realizzazione di un incremento netto dell’occupazione sulla media dei lavoratori precedentemente occupati, il rispetto della condizione riguarda l’impresa utilizzatrice. In pratica viene chiarito un importante aspetto legato ai cosiddetti bonus assunzioni e alla loro fruizione nel lavoro somministrato. Il Ministero ribadisce questo principio nell’interpello n. 3 2018 in risposta ad una istanza della  Associazione Nazionale delle Agenzie per il Lavoro. Si tratta, in particolare, di un interpello sulla corretta interpretazione dell’articolo 31, comma 1, lettere e) ed f) del decreto legislativo n. 150 del 14 settembre 2015.

L’Associazione chiedeva se:”la condizione dell’incremento occupazionale netto della forza lavoro mediamente occupatafermo restando la presenza degli altri requisiti stabiliti  dalle singole disposizioni per la fruibilità degli incentivi di legge, debba essere riferita all’impresa utilizzatrice ovvero all’Agenzia per il lavoro in caso di assunzione di lavoratori in somministrazione“.

Il lavoro in somministrazione – una delle forme flessibili sovente utilizzata dagli imprenditori all’interno del mercato del lavoro italiano – è disciplinato dagli artt. 30 e 40 del D.Lgs 15 giugno 2015 n.81 (attuativo del Jobs Act) – prevede il coinvolgimento di tre soggetti e precisamente: l’agenzia somministratrice di lavoro, che è datore di lavoro da cui dipende formalmente il lavoratore, il lavoratore messo a disposizione dell’utilizzatore, che svolge la sua prestazione nell’interesse di quest’ultimo e l’utilizzatore. Il nostro esperto di giuslavorismo, l’Avvocato Giovanni Di Corrado, consulente del lavoro e Direttore del Centro Studi Confimprenditori, chiarisce i dettagli del tema in esame, nel suo recente articolo pubblicato sulla rivista Guida al lavoro.